I numeri, nella loro brutalità, danno esattamente la misura della gravità e della frequenza delle epidemie di colera e malaria che hanno flagellato molti territori dell’Italia meridionale, soprattutto nel corso dell’Ottocento. Di fronte al vortice funesto delle morti e delle sofferenze, nell’impossibilità di formulare una spiegazione razionale per rendere conto degli eventi luttuosi, relegati perciò nella sfera oscura del mistero insondabile, il ricorso al paradigma magico e alle tecniche taumaturgiche è conseguenza quasi inevitabile.