Il saggio ricostruisce il contesto socio-culturale e filosofico europeo nel cui ambito Marinetti ha trovato temi e suggestioni per la stesura del Manifesto del futurismo. Attraverso un’analisi del linguaggio vengono evidenziati gli elementi di connessione tra le proposte di rinnovamento letterario basate sul mito della modernità e della velocità e l’esaltazione della violenza che in quel periodo risultava essere dominante in tutta Europa. I principi esposti nel Manifesto trovano un’applicazione più strettamente letteraria nel Manifesto tecnico della letteratura futurista strutturato in una prima parte destruens e in una seconda parte construens. Per quanto riguarda l’influenza del futurismo sulle forme letterarie contemporanee sono messi in luce i punti di contatto tra il Manifesto futurista e il gruppo dei Novissimi, a conferma che la neoavanguardia del Gruppo 63 ha basato la sua poetica su teorie elaborate già all’inizio del secolo. In conclusione la complessità dell’esperienza futurista è sottolineata dal fatto che due studiosi lontani per metodologia ed ideologia come Croce e Gramsci hanno dato del futurismo un giudizio contrastante.