Il concetto di nazione nei libri di testo croati ai tempi della prima monarchica e successivamente socialista Jugoslavia, rappresenta il problema centrale attorno a cui ruota il presente articolo. Attraverso l’analisi comparativo – qualitativa dei contenuti dei manuali del periodo dal 1911 al 1990 si cerca di trovare risposte a tre domande fondamentali: la scelta delle soluzioni lessicali nella spiegazione del fenomeno di nazione, le variazioni di numero delle categorie nazionali nel periodo dei due stati jugoslavi e l’(in)esistenza dell’etnocentrismo ed etnonazionalismo nelle interpretazioni storiche. Anche se nei manuali si possono rilevare le evidenti tracce delle divagazioni lessicali, i vari autori non si discostano molto tra loro per quel che concerne la spiegazion del concetto di nazione. Quando, però, si tratta di spiegare la nascita della nazione diventano evidenti i contrasti ideologici tra i manuali apparsi all’epoca del primo e del secondo stato jugoslavo. Parallelamente al numero delle nazioni ufficialmente riconosciuti all’interno della federazione jugoslava, cresce anche il numero delle nazioni jugoslave nei libri di testo finendo con contarne sei: Sloveni, Croati, Musulmani, Serbi, Montenegrini e Macedoni, senza contare gli jugoslavi stessi.
Avvalendosi dell’eurocentrismo apertamente esibito e contenente gli elementi del marcato approccio etnocentrico nelle interpretazioni storiche, i manuali jugoslavi tendono a nascondere el interpretazioni etnonazionalistiche. Il peculiare eurocentrismo jugoslavo contiene al proprio interno gli evidenti elementi dell’etnonazionalismo come conseguenza del governo ottomano e del suo influsso sullo sviluppo della sovranità di alcuni popoli jugoslavi. Detto ciò, va fatto rimarcare anche che il livello dei manuali jugoslavi cresce insieme allo sviluppo della storiografia.